venerdì 4 marzo 2011

Einstein

D'accordo che ho fatto dell'ironia, del sarcasmo, del prendere la vita scherzando (forse amaramente) la forza con la quale andare avanti. Ma stavolta si sta esagerando. Il motivo è presto detto: è un mese e mezzo che son senza lavoro e senza un perchè, uno scopo, che per me equivale ad una tragedia. Ho provato a non arrabbiarmi, a prenderla con filosofia (che poi io sta filosofia non lo mica mai capita). E infatti il risultato è stata depressione, malinconia, tristezza e, soprattutto, la riscoperta di un sogno. Un sogno che da sempre mi porto dentro, e che prima o poi, lo giuro, realizzerò. Quando avrò la possibilità di potermi finanziariamente permettere una cosa del genere. Quando effettivamente non avrò nessuna ragione per rimanere. Quando finalmente calerò la maschera e vivrò come realmente sento di volere e come effettivamente sono. Ma dicevo dell'ironia, del sarcasmo della vita. Già, l'ironia è che nel momento di massima caduta psicologica come da tempo non mi capitava arriva quella telefonata che tanto aspetti quanto odi. Quella telefonata che ti da una speranza, una nuova voglia. Una nuova forza di ricominciare. Quella telefonata l'ho sognata pure di notte: si sa che l'ansia è la vera e unica compagna di vita. E' da sempre stato cosi. Quella telefonata mi ha dato per qualche secondo nuova linfa, un piccolo sorriso dopo giorni di logorante attesa. Quella telefonata ha stoppato con forza e cattiveria la rinascita in me del mio sogno. Forse non è ancora il momento, forse devo rimanere qui per un qualche motivo a me estraneo. Io non ho mai creduto veramente ad un Dio, o qualcosa di simile. E al destino rispondo con una grassa risata. Però devo accettare il fatto che se la vita è tutta un caso, un caos in continuo movimento, cosi dev'essere presa. C'è chi dice che siamo di passaggio, chi aspira in una nuova vita dove trovare qualcosa di magico, divino. Io ho una testa troppo "scientifica" per accettare qualcosa che non c'è, che non posso vedere o capire. Ma che alcuni sentono. Ma resta il fatto che qualcosa dietro ci dovrà pur essere; che sia una divinità o una teoria scientifica ancora misteriosa. Finisco questo inutile post con una frase che mi ha sempre colpito, che mi ha sempre dato da riflettere. Frase che, a torto o ragione, viene attribuita al grande Einstein: "Dio non gioca a dadi".

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